[Brexit? No thanks] Another Europe is Possible

Sabato 9 Aprile 2016 si è tenuto a Londra il primo meeting nazionale di Another Europe is Possible, una campagna nazionale transpartitica che sostiene il punto di vista progressista a sostegno del “REMAIN” al referendum sull’uscita del Regno Unito dall’UE previsto per il 23 Giugno. La campagna è coordinata dal giovane attivista e ricercatore Luke Cooper ed è stata lanciata da un appello firmato anche dai dirigenti delle sezioni britanniche di SEL e Syriza.anothereurope2

Another Europe is Possible sostiene un’Europa sociale contrapposta a quella “delle banche” voluta da Cameron. Lo slogan è “Remain to change”: più democrazia e trasparenza nel processo decisionale europeo (la Commissione dovrebbe avere più potere contro i veti incrociati dei singoli Stati), l’Europa va cambiata perché la politica dell’austerity non funziona, il mercato lasciato a sé stesso alimenta la crisi. Ma se l’UE così com’è non funziona, ciò è soprattutto per colpa dei governi nazionali, a partire da quello britannico, più preoccupati di render conto a mercati e banche che ai cittadini.

Nel primo dibattito della giornata la leader del Green Party of England and Wales Natalie Bennett, l’europarlametare Labour Lucy Anderson e il portavoce europeo della confederazione dei sindacati Steve Turner hanno controbattuto agli argomenti dei sostenitori del Brexit, convinti che un UK fuori dall’UE sarebbe più forte. Al contrario solo stando al tavolo decisionale dell’UE si può aver peso e il Brexit avrebbe come conseguenza lo stralcio degli accordi in vigore e la rinegoziazione a condizioni peggiori.

Il secondo dibattito della mattinata ha visto intervenire il TTIP campaigner Sam Fowles e la leader di Syriza UK Marina Prentoulis che hanno ricordato le ragioni per cui la UE, spazio di democrazia, libera circolazione delle persone, diritti umani, rule of law e pace (che non va mai data per scontata), pur con tutti i suoi difetti, va difesa con i denti. L’UE è fondamentale non solo perché molti temi dell’agenda globale (cambiamento climatico, multinazionali, migrazioni) non rispettano i confini nazionali e non si possono affrontare senza solidarietà e cooperazione transnazionale, ma anche perchè standard importanti nel campo dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, della proprieta pubblica di servizi essenziali, sono un argine fondamentale alle politiche dei Tories.

In un referendum che sta diventando sempre più un voto sull’immigrazione, la campagna di Another Europe fa particolare attenzione ai diritti dei migranti, europei e non.  “L’UK può fare di più sul fronte dell’accoglienza a profughi e rifugiati” ha ribadito più volte Zoe Gardner (attivista per i diritti dei rifugiati). Durante il meeting c’è stata la toccante testimonianza di Mohammed Ateek, rifugiato siriano e ora attivista per i diritti dei migranti, che ha raccontato la storia di amici e parenti cui era stato negato il diritto d’asilo, alcuni dei quali annegati nel viaggio clandestino verso le spiagge europee. La campagna è molto attenta alla difesa dei diritti anche dei cittadini europei in UK, ai quali, in caso di Brexit, potrebbe in linea di principio essere applicata la nuova norma voluta da Theresa May che lega il permesso di residenza al reddito. Tutti gli interlocutori hanno ribadito che questa misura sarebbe inaccettabile e che Another Europe farà campagna per spiegarne le conseguenze catastrofiche sul mondo dell’insegnamento, della ricerca e della sanità.anothereurope

La campagna si presenta viva e capace di accendere gli entusiasmi degli elettori piu radicali. Nel complesso, una grande occasione di democrazia partecipativa in cui ci si è confrontati sulla complessità della questione europea.  Tutte le informazioni per la campagna sono disponibili su www.anothereurope.org, dove si può sottoscrivere la campagna e partecipare ai gruppi locali. Moving Forward la sosterrà con una donazione. Potete aumentare il sostegno alla campagna da parte della comunità italiana mandandoci un contributo tramite Paypal inserendo “another europe” come reference (clicca sul bottone Paypal in alto a destra).

Prossimi appuntamenti: una grande conferenza a Londra, alla presenza dello shadow Chancellor John McDonnell, di Yanis Varoufakis e di Caroline Lucas MP, il prossimo 28 Maggio. Save the date!

 

 

Mozione sul Referendum per la permanenza del Regno Unito nella EU

Nel Giugno di quest’anno si terrà molto probabilmente il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. E’ una questione di capitale importanza per gli interessi e i valori della comunità italiana in UK. Crediamo sia giusto che il Comites impegni le sue energie e risorse per una serie di iniziative. Proponiamo di:

  • informare la comunità sul referendum, in particolare gli italiani che in virtù di un doppio passaporto con un paese del Commonwealth, potranno votare. Occorre scrivere una lettera ai cittadini con doppia cittadinanza  in cui spiegare, in italiano e in inglese, le modalità di voto.
  • discutere con la comunità del referendum, organizzando un incontro pubblico, alla presenza magari dell’Ambasciatore e del Console e di studiosi esperti della situazione, in cui rispondere a tutte le domande.
  • coinvolgere la comunità nella campagna. Lanciare il progetto “We are Britalians, we are Europeans” in cui il Comites organizza uno spazio virtuale per dare una voce alla comunità. Anche se non votiamo possiamo comunque dire la nostra in modo intelligente e sensibile.

Mozione approvata all’unanimità nella riunione del 5 Febbraio 2016

Elezioni CGIE: cosa, quando, dove

L’Ambasciatore italiano a Londra Pasquale Q. Terracciano ha convocato l’Assemblea Paese del Regno Unito per l’elezione dei due membri territoriali del CGIE. L’assemblea, aperta al pubblico, si terrà Sabato 26 Settembre, dalle ore 10.30, presso l’Istituto Italiano di Cultura a Londra, 39 Belgrave Square, W1.

Il CGIE è un organo di consulenza del Governo e del Parlamento sui grandi temi di interesse per gli italiani all’estero. Per conoscerne storia e funzione del CGIE vi rinviamo alla legge, alla presentazione sul sito del MAE, e all’articolo “storico” che ha scritto per Focus In Silviana Mangione, una dei vicesegretari generali del CGIE attualmente in carica.

Gli eletti di Moving Forward, pur esprimendo una posizione critica verso l’utilità di questo organismo, lavoreranno per un dibattito serio e l’elezione di una delegazione degna e rappresentativa della realtà degli Italiani nel Regno Unito, ricca della sua diversità di collocazione geografica, età, livello di integrazione, bisogni sociali e culturali.

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Pronto il ricorso al TAR contro l’esclusione di Moving Forward

La lista Moving Forward si appellerà  al TAR del Lazio contro il provvedimento che improvvisamente la esclude dalla competizione elettorale per il rinnovo dei comites.

La raccolta delle firme per presentare le candidature ai  Comites (organi di rappresentanza degli italiani all’estero presso le sedi consolari)  era avvenuta in ottobre in tempi strettissimi e del resto contestati al punto che le elezioni sono poi state spostate da dicembre al prossimo aprile.

Nonostante il parere positivo della Commissione Elettorale competente per il Comites di Londra, la Console Sarah Castellani aveva presentato ricorso contro l’ammissibilità della lista, contestando due firme delle 201 raccolte. Questo ricorso è stato accolto dal Ministero degli Affari Esteri, che ha pertanto escluso la lista Moving Forward dalla competizione elettorale. Ad oggi, però gli organi competenti non hanno ancora notificato ufficialmente l’accoglimento del ricorso, nè le motivazioni.

“Ci viene contestata una firma posta da una cittadina iscritta all’AIRE e residente a Londra da diversi mesi, in base a un’interpretazione formalistica della norma  che non difende ma anzi viola il diritto dei cittadini alla partecipazione democratica. Riteniamo assolutamente ingiusta la nostra esclusione e siamo pronti a fare tutto il necessario per difendere un diritto democratico non riconosciuto dagli uffici elettorali.” afferma la capolista Martina di Simplicio  “Per questo stiamo preparando il ricorso al TAR che chiederà innanzitutto la sospensione del provvedimento e ci permetterà di partecipare alle elezioni. Per farlo, ci occorre l’atto di esclusione, che nonostante nostre ripetute richieste, non ci è ancora stato concesso di visionare. Chiediamo con forza al Ministero degli Affari Esteri di fornircelo urgentemente”.

“Contro un’esclusione ingiusta siamo pronti a dare battaglia, certi che le nostre ragioni verranno riconosciute in tutte le sedi competenti perché escludere dalla competizione elettorale la lista Moving Forward, sarebbe una gravissima violazione democratica, tanto più che l’ammissibilità della lista era stata approvata anche in sede di Commissione Elettorale. La decisione appare ancora più paradossale nel momento in cui le elezioni sono rimandate per garantire una maggiore partecipazione degli italiani all’estero.”.

COMITES? Avanti tutta!

La democrazia é un bene comune.  È anzi il primo di questi beni, quello che permette di tutelare tutti gli altri, l’idea stessa che ci sia la possibilità di costruire un punto di vista comune sulle cose, che possa decidere cosa è un bene e cosa no.
A Londra vive la più grande comunità italiana fuori dal suolo patrio. Centinaia di migliaia di cittadini, emigrati vecchi e nuovi che costituiscono la seconda più grande comunità europea a Londra. Comunità sociale, fatta di reti culturali ed economiche forti. Ma non comunità politica, che discute di sè e per sè, che svolge un ruolo politicamente proattivo nel paese in cui vive.

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