Programma

Il nostro programma si fonda su valori progressisti e democratici: trasparenza, rappresentanza, integrazione e valorizazzione della comunità, solidarietà.

Nei Comites vogliamo collaborare in maniera attiva e propositiva con il Consolato, per migliorare i servizi già presenti e, se possibile, crearne di nuovi e piu mirati. In particolare:

 

Integrazione e solidarietà

Non vogliamo che la risposta ai fenomeni di crescente intolleranza ed euroscetticismo della nuova destra britannica sia la nascita di un sentimento nazionalista italiano. Per incentivare invece una sana integrazione sociale e politica di tutte le nuove ondate migratorie promuoveremo:

  • un monitoraggio della popolazione italiana nel Regno Unito, incrociando i dati dell’AIRE con quelli del NIN e studiandone la distribuzione geografica e socio-economica con l’obiettivo di un rapporto sull’immigrazione italiana per le istituzioni britanniche, che sia la prima e piu’ efficace risposta alla retorica populista dello UKIP.
  • il rafforzamento dell’iniziativa Primo Approdo, che diventi un appuntamento regolare, monitorato e capace di adattarsi alle esigenze dell’immigrazione che cambia; che sia affiancata da servizi mirati per le le fasce piu’ deboli dell’immigrazione (Primo lavoro, Primo alloggio, guida corretta al welfare UK).
  • iniziative sulla valorizzazione della cultura anglo-italiana (vedi ‘Cultura, impresa e lavoro’)
  • una propaganda a favore della permanenza del Regno Unito in Europa, che inevitabilmente sarà presto all’ordine del giorno in questo paese.

 

Trasparenza

La funzione primaria del Comites è quella di rapportarsi alle rappresentanze diplomatiche-consolari. Stimoleremo il consolato a trasformarsi in una casa di vetro e a rendere trasparente l’uso delle risorse e le procedure decisionali, promuovendo:

  • uno sportello del cittadino per raccogliere segnalazioni di disservizi e problemi inerenti al funzionamento del Consolato
  • una discussione pubblica sull’utilizzo delle risorse da parte del Ministero degli Affari Esteri  nel Regno Unito, per interrompere i tagli paradossali che hanno già falcidiato la rete consolare a fronte di sempre maggiori bisogni inascoltati dei cittadini italiani.
  • una nuova comunicazione citizen-friendly delle attività di Consolato, Ambasciata e Istitituto di Cultura, anche con una strategia moderna di diffusione di informazioni sui social network.

 

Cultura, impresa e lavoro

Vogliamo valorizzare la cultura italiana in tutte le sue forme, dalla lingua, agli artisti di avanguardia, alla tradizione popolare in particolare dando spazio alle differenze regionali. Cultura italiana significa anche valorizzazione del lavoro, della produzione scientifica e intellettuale. Vogliamo collaborare con l’Istituto Italiano di Cultura e con gruppi e associazioni di professionisti per rinnovare l’offerta di iniziative che promuovono quello che fanno gli italiani nel Regno Unito e capire di quali servizi hanno bisogno, ad esempio tramite:

  • un festival della cultura angloitaliana, in collaborazione anche con le istituzioni britanniche, che metta in luce la specificità culturale degli artisti italiani in UK, talenti costretti ad abbandonare il nostro paese, ma pieni di idee e creazioni che formano un’identità ibrida, ponte tra vari mondi.
  • iniziative e servizi (ad esempio eventi informativi specifici per chi vuole aprire un’attività nel Regno Unito) per promuovere e sostenere l’imprenditoria che innova e crea, dal settore agroalimentare all’alta moda, dall’industria culturale all’alta tecnologia.
  • iniziative e servizi che sostengano il bilinguismo.

 

Democrazia

Faremo battaglia per una riforma organica di tutto il sistema della rappresentaza degli italiani all’estero. Il sistema dell’AIRE è palesemente superato dai fatti e serve garantire con urgenza il diritto di voto a tutti i detentori di un passaporto italiano al di fuori del territorio nazionale tramite:

  • una riforma del voto all’estero, con la creazione di un registro elettorale ad hoc contestualmente all’indizione dei comizi elettorali, due mesi prima del voto.
  • una riforma di tutti i meccanismi di presentazione delle liste, la cui burocrazia al momento ostacola drammaticamente l’esercizio della democrazia.
  • una battaglia politica per il riconoscimento dell’importante funzione che la rappresentanza italiana in Europa potrebbe esercitare nel processo di integrazione europeo; perché non immaginare ad esempio che i parlamentari eletti dalle comunità estere abbiano accesso alle assemblee legislative del paese in cui sono stati eletti?

Ci sentiamo immigrati che non vogliono essere né esclusi né marginali, ma attivi e creativi nel disegnare il proprio ruolo per l’Italia e per il Regno Unito. Partiamo dal riprenderci e trasformare il nostro unico organo di rappresentanza ufficiale, spolveriamo i COMITES per dimostrare che anche un’istituzione quasi sconosciuta può diventare utile a dare voce e servizio a una comunità. We think we should be Moving Forward. Per una Democrazia bene comune!

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