Intervista a Federica Benassi

Federica_BenassiPerché hai deciso di candidarti con Moving Forward?
Ho deciso di candidarmi nella lista di Moving Forward per due motivi principali: da una parte per fornire il mio contributo per aiutare a portare il consolato italiano più vicino alle esigenze dei connazionali emigrati nel Regno Unito. In secondo luogo, ritengo che Moving Forward, sia per il suo programma che per la competenza dei suoi candidati, rispecchi la mia idea di lista civica composta di candidati con esperienze e backgrounds differenti.

Quali sono i primi tre temi su cui vorresti che il nuovo Comites si impegnasse?
I tre temi che il nuovo Comites dovrebbe affrontare a mio avviso sono: un servizio di supporto migliore per i cittadini italiani che arrivano nel Regno Unito, sia dal punto di vista dei servizi che del lavoro. In secondo luogo ritengo importante promuovere nuovi legami tra la cultura italiana e quella anglosassone come strumento per combattere la diffidenza verso gli immigrati. Infine un punto che ritengo importante è assicurare ai cittadini un migliore accesso al consolato come punto di riferimento per le problematiche degli Italiani residenti nel Regno Unito.

Se verrai eletta, quali competenze porterai nei Comites?
Nel caso venga eletta metterò a disposizione la mia esperienza nelle politiche sociali, in particolare in materia sanitaria, per eliminare gli ostacoli che i cittadini italiani che vivono nel Regno Unito si trovano ad affrontare nell’accesso ai servizi.

Come credi che cambierà la vita per gli italiani in UK nei prossimi anni? Come potrebbero inserirsi i Comites in questo quadro?
L’immigrazione di Italiani nel Regno Unito è eterogenea. Tuttavia, i problemi che i cittadini italiani che risiedono nel Regno Unito si trovano ad affrontare sono molto spesso simili. Credo che i Comites siano un supporto fondamentale per coloro che si trovano intrappolati nelle maglie burocratiche, soprattutto per i nuovi arrivati che sono meno ‘esperti’ sui diritti di cui gode la nostra comunità.

Intervista a Luigi Jacopo Borrello

LuigiJacopoBorrelloPerché hai deciso di candidarti con Moving Forward?
Ho deciso di candidarmi per Moving Forward perché fin dal primo incontro ho avuto l’impressione che la lista fosse formata da giovani, anagraficamente e non, in gamba e preparati, pronti a fare qualcosa per i propri connazionali all’estero. Soprattutto mi ha colpito la positività di pensiero dei suoi partecipanti. Sento di condividere il loro stesso entusiasmo e la voglia di fare.

Perché i Comites sono importanti per l’emigrazione italiana a Londra?
I Comites sono importanti per l’emigrazione italiana perché possono essere un fondamentale anello di congiunzione tra i nostri immigrati e la società britannica.
In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una massiccia emigrazione dall’Italia, la quale in maniera disordinata, ha invaso il Regno Unito, e soprattutto Londra. I nuovi immigranti sono soprattutto giovanissimi spesso impreparati ad affrontare la vita in un’altra lingua o in un’altra cultura. Credo che ruolo dei Comites debba essere quello di aiutare la nuova emigrazione italiana ad orientarsi e ambientarsi in Gran Bretagna.

Come credi che il tuo background possa influire positivamente nei Comites?
Il mio background è di formazione politico-internazionale, quindi già predisposto ad affrontare temi di carattere transnazionale, in più, da una dozzina d’anni, mi occupo di insegnamento, quindi sono molto vicino ai temi dei giovani e ai problemi delle nuove generazioni. Credo che la mia formazione accademica improntata allo studio della dimensione politico-internazionale unita con la mia esperienza lavorativa nell’insegnamento possa dare un notevole contributo ad affrontare i problemi e gli argomenti che riguardano questa nuova generazione di immigrazione.

Come credi che i Comites possano migliorare la vita dei giovani italiani nel Regno Unito?
I Comites possono senz’altro migliorare la vita dei giovani italiani, se non si chiuderanno in vecchi schemi e vecchi comportamenti propri della politica italiana, ma se cercheranno di stare vicino alle persone che sono espatriate, in termini di disponibilità, e di comprensione e di condivisione dei problemi. A prescindere da chi verrà eletto – tutti i candidati della lista sono giovani di età compresa tra i 25 e i 40 –  che quindi si trovano ad affrontare gli stessi problemi della nuova emigrazione. La condivisione degli stessi problemi e stare al fianco di chi li affronta, è la chiave di volta per il successo dei Comites.

Intervista a Marco Beranzoni

MarcoBeranzoniPerché hai deciso di candidarti alle elezioni dei Comites?
Avendo trascorso gli ultimi 16 anni a Londra ho avuto modo di vedere com’è cambiata l’immigrazione dal nostro paese e quanto possa essere utile oggi un organo come il Comites, fino ad ora sconosciuto dalla maggior parte degli italiani. Il Comites può fare molto per gli italiani all’estero specialmente a Londra, la capitale europea con il più alto numero di italiani. La voglia di poter dare il mio aiuto concreto alla comunità italiana londinese mi ha spinto a presentare la mia candidatura nella lista Moving Forward.

I Comites sono da sempre considerati come organi di rappresentanza della comunità tradizionale. Come credi che possa cambiare il loro funzionamento sotto la guida di Moving Forward?
Votando la nostra lista i primi tre cambiamenti che il cittadino italiano a Londra potrà notare da subito saranno: un aiuto sociale concreto grazie al sostegno offerto dalla nostra lista per risolvere problematiche relative ai servizi consolari; un impegno culturale per valorizzare la comunità italiana con iniziative che mettano in risalto il talento di tanti italiani nel Regno Unito; massima trasparenza sulla gestione dei fondi stanziati per questo organo grazie a bilanci online.

Come è nata la lista Moving Forward?
Moving Forward è una lista civica giovane e particolarmente mista sia sul punto di vista culturale dei candidati che in termini di background professionale. La voglia di cambiamento e la necessità di poter garantire alla comunità italiana londinese dei nuovi servizi fino ad ora sconosciuti ci ha unito ed ha dato vita alla nostra lista.

Su quali temi si sta concentrando la campagna di Moving Forward?
Il nostro programma è principalmente focalizzato sui seguenti punti: Integrazione e Società, con aiuto pratici per la nuova immigrazione; Trasparenza, grazie al pubblico accesso dei conti da parte del cittadino; Cultura, Impresa e Lavoro con iniziative che promuovono l’italianità nella società britannica; Democrazia per proteggere i diritti di voto e la rappresentazione degli italiani nel Regno Unito ed in Europa.

Cosa spinge un Italiano all’estero ad impegnarsi politicamente per l’italia?
Nonostante la mia lunga permanenza nel Regno Unito rimango e sono un cittadino italiano. Poter dare il mio contributo all’Italia ed ai miei connazionali che risiedono nel Regno Unito è un impegno civico al quale non voglio rifiutare. Il desiderio di poter lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni che arrivano dal nostro paese è la mia principale motivazione.

Come credi che il tuo background possa influire positivamente nei Comites?
Aver vissuto a Londra per tanti anni mi ha dato modo di conoscere profondamente questa bellissima città ed allo stesso tempo di scoprire la carenza di servizi per gli italiani che un organo come il Comites potrà e dovrà colmare. Inoltre, grazie alla mia carriera professionale contribuirò assicurando la massima trasparenza sulle decisioni prese dalla nostra lista.

Da Italiana/o all’estero hai provato gioie e dolori di questa condizione. Cosa credi che COMITES possano fare per migliorare la situazione?
Principalmente ascoltare la nuova immigrazione e prenderne atto dando un’adeguata accoglienza ai cittadini italiani che arrivano nel Regno Unito; instaurare un adeguato spazio culturale ed assicurare che i diritti di democrazia per i nostri connazionali nel Regno Unito ed in Europa vengano sempre rispettati.

Come vedi i Comites tra 5 anni?
Grazie al contributo di Moving Forward sono fiducioso che il Comites sarà visto in 5 anni come un organo essenziale e soprattutto utile ai cittadini italiani che decideranno di partire dall’Italia per intraprendere un’esperienza nel Regno Unito.

Se un giorno i Comites fossero eliminati invece?
Non sarei favorevole a tale decisione. Se i Comites fossero eliminati sarebbe necessario investire più risorse negli organi consolari per assicurare che questi possano sostenere al meglio tutte le esigenze di una comunità italiana all’estero in continua crescita.

Intervista a Clara Caleo Green

ClaraCaleoGreen

Perchè hai deciso di candidarti con Moving Forward?Mi sono candidata quando mi sono resa conto che la lista era composta da varie realtà professionali. Sono convinta che tutti insieme si possa veramente fare la differenza per la comunità italiana tanto molteplice, soprattutto i cittadini più ‘indifesi’.

Quali sono i primi 3 temi su cui vorresti che il nuovo Comites si impegnasse?Casa, Lavoro e Scuola: il che significa che Moving Forward deve sempre essere vigile e aggiornata, anche tramite l’utilizzo dei social media. Al contempo, deve trovare il tempo per indicare ai cittadini il sentiero da seguire.

Come credi che il tuo background possa influire positivamente nei Comites?Sono a Londra da 50 anni ed ho visto la fatica ad inserirsi di coloro che sono arrivati sprovveduti e senza alcun appoggio. Ne ho aiutati parecchi ma senza avere dietro un ‘ufficio/forza’ a cui appoggiarmi è stata una fatica talvolta inutile. Moving Forward è la forza necessaria ed indispensabile ad ottenere risultati e la mia esperienza personale potrebbe aiutare i nuovi arrivati ad evitare percorsi inutili.

Come credi che i Comites possano migliorare la vita dei giovani italiani nel Regno Unito?
Se i Comites sono veramente attivi su tutto il territorio potranno indirizzare i giovani laddove devono essere indirizzati a seconda delle esigenze di ciascuno. Questo comporta l’ impegno da parte nostra forse attraverso una ‘surgery’ con orari stabiliti per un appuntamento.

Intervista a Tipu Golam Maula

GolamMaula_Tipu

Perchè hai deciso di candidarti con Moving Forward?

Ho deciso di candidarmi con MOVING FORWARD perché è una lista di candidati giovani e propone idee nuove per servire la comunità italiana che risiede a Londra.
Quali sono i primi 3 temi su cui vorresti che il nuovo Comites si impegnasse?

A mio avviso le 3 priorità su cui il nuovo Comites si deve impegnare sono:
a) Organizzare una riunione coinvolgendo le associazioni impegnate a servire la comunità italiana a Londra per comprendere le richieste dei cittadini verso il consolato.
b) Migliorare il servizio di prenotazione degli appuntamenti per facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi del consolato.
c) Portare i servizi vicino ai cittadini.

Se verrai eletto, quali competenze porterai nei Comites?

Ho alle spalle un’esperienza di 13 anni come rappresentante sindacale all’interno di un’azienda di 450 dipendenti. Questa esperienza è stata fondamentale per formare la mia capacità di trattare con enti e istituzioni.

Perché un elettore dovrebbe votarti? Elenca 3 motivi
I tre motivi principali per cui un elettore dovrebbe votare per me sono:
a) Sono una persona che ama aiutare le persone e l’ho dimostrato lavorando a stretto contatto con la comunità.
b) Penso di essere e rappresentare a pieno il carattere multietnico di una città come Londra.
c) Ho una lunga esperienza nella negoziazione e nella mediazione interculturale, capacità che ritengo entrambe fondamentali per un candidato nelle liste dei Comites.

Interviste ai candidati

Abbiamo chiesto ai nostri candidati di parlarci del perché si sono candidati per i Comites ecco cosa ci hanno detto.

Nei prossimi giorni pubblicheremo tutte le interviste: Stay tuned!

Martina Di Simplicio

Tipu Golam Maula

Clara Caleo Green

Marco Beranzoni

Luigi Jacopo Borrello

Federica Benassi

Tecla Castella

Simone Douani

Chiara Ceolin

Giampiero Giacomel

Laura de Bonfils

Andrea Pisauro

Ilenia Pampaloni

Dimitri Scarlato

Massimo Ungaro

 

Intervista a Martina Di Simplicio

Martina_diSimplicio

Perché hai deciso di candidarti alle elezioni dei Comites?

Perché ha senso che la comunità italiana – oltre a votare per le elezioni comunali inglesi – abbia un luogo di rappresentanza locale in quanto italiani, dove portare istanze specifiche che riguardano i nostri diritti e doveri di cittadini italiani all’estero. E se questo organo di rappresentanza non funziona (come i precedenti COMITES di cui nessuno sapeva niente fino alle elezioni) è necessario mettersi in gioco ed accogliere la sfida di far funzionare.

 

I Comites sono da sempre considerati come organi di rappresentanza della comunità tradizionale. Come credi che possa cambiare il loro funzionamento sotto la guida di Moving Forward?

Noi non abbiamo interessi precostituiti, prassi o poteri da conservare o difendere. Siamo curiosi e anche un po’ ingenui. Vogliamo sopratutto capire chi sono e di cosa hanno bisogno le migliaia di nuovi italiani in Gran Bretagna ma anche come la vecchia immigrazione possa aiutare a farli integrare.  Possiamo lavorare come tramite perché siamo in contatto e possiamo parlare con tutti i gruppi. Cambieremo i comites facendo precedere ogni azione e decisione da consultazioni con la comunità e rendendo pubblica e trasparente ogni intervento preso o sollecitato dai COMITES.

Su quali temi si sta concentrando la campagna di Moving Forward?

Spingere il consolato a monitorare caratteristiche e bisogni dell’immigrazione italiana ad oggi in Gran Bretagna e creare un piano di servizi adeguati a questi bisogni, inclusi chiedere che vengano stanziati fondi adeguati dal governo italiano.

Fare comunità: promuovere iniziative culturali e dibattiti. Queste situazioni aggregative cercano di riunire le varie anime degli italiani in GB (artisti, ricercatori, gruppi regionali) mettendoli a confronto con a comunità britannica con l’obiettivo di promuovere un nuovo senso e sentimento dell’essere europei

Cosa spinge un Italiano all’estero ad impegnarsi politicamente per l’Italia?

Constatare quanto valore e apporto in termini di lavoro, cultura, coesione sociale, ricchezza noi italiani portiamo all’estero anche grazie a diverse condizioni che sono offerte qui (di diritti, di lavoro ecc), e quindi voler offrire indietro al proprio paese le conoscenze e le esperienze maturate nel paese che li ospita affinché la stessa valorizzazione delle persone avvenga anche in Italia.

Come credi che il tuo background possa influire positivamente nei Comites?

Da sempre il mio modo di fare politica è molto ‘sindacale’, ovvero incentrato sugli aspetti concreti e sulle difficoltà di un comunità nel suo quotidiano (sul luogo di lavoro o in un luogo geografico fa poca differenza) e su come risolverne i problemi, mettendo insieme interessi diversi per trovare soluzioni praticabili. Questo sarà fondamentale per far tenere unite nei comites tutte le anime dell’immigrazione e offrire soluzioni concrete al consolato.

Come vedi i Comites tra 5 anni?

Presenti, conosciuti, con una buona pagina web e uno sportello informativo, snelli ma efficienti, lo strumento di stimolo e critica per avere un consolato funzionale e moderno. E poi promotori di poche iniziative di qualità che offrano alla società inglese la migliore rappresentazione di come gli Italiani contribuiscono a renderla migliore (ad esempio un grande ‘festival’ tematico all’anno)

Se un giorno i Comites fossero eliminati invece?

Se un giorno fossero eliminati dovremo inventarci qualcos’altro. I COMITES possono apparire ridondanti nel numero e nelle modalità elettive, ma la necessità di un luogo ufficiale e democraticamente eletto di interfaccia tra i cittadini italiani e il consolato rimane. Sopratutto dati i numeri dell’immigrazione. Non si tratta di dare voce a qualche migliaio di persone, si tratta di darla a mezzo milione di persone solo a Londra!

 

Formiche intervista il nostro presentatore Andrea Pisauro

L’intervista di Federico Quadrelli al nostro presentatore per www.formiche.net

formiche

Ad Aprile 2015 gli italiani nel mondo potranno rinnovare i propri rappresentanti nei Com.It.Es, ma in pochi sanno di cosa si parla. Sono enti che dovrebbero rappresentare i cittadini italiani nei contesti stranieri in cui si trovano. Sono elettivi e quindi, per quanto non conosciuti dalle nuove generazioni di migranti, sono organi rappresentativi delle istanze delle comunità italiane. Ma è davvero così?

Ho deciso così di rivolgere alcune domande ad uno che nei Com.It.Es ha deciso di impegnarsi a fondo. Per capirne le ragioni. L’intervistato è Andrea Pisauro presentatore della lista Moving Forward – Democrazia Bene Comune per il Comites di Londra.

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Moving Forward riammessa alle elezioni dal Tar!!!

La lista Moving Forward – Democrazia Bene Comune per il Comites di Londra e’ stata riammessa alle elezioni per il Comites di Londra in seguito a un’ordinanza della terza sezione del TAR del Lazio.

La lista era stata esclusa da un provvedimento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale “di data e motivazione non note”, della cui esistenza Moving Forward era stata informata via mail lo scorso 23 Dicembre. Il provvedimento di esclusione faceva seguito a un “ricorso” rivolto in data 31.10.2014 al Ministero e su richiesta dello stesso, dal Console generale d’Italia a Londra avverso le decisioni del comitato elettorale circoscrizionale (CEC) che aveva invece ammesso la lista Moving Forward. Nodo del “ricorso” la firma di una concittadina che aveva sottoscritto la lista per la quale la data di iscrizione all’AIRE non coincideva con l’inizio della sua residenza londinese.

Immediatamente la lista, tramite il suo presentatore Andrea Pisauro, si attivava per presentare ricorso al TAR del Lazio e ottenere l’annullamento del provvedimento di esclusione. Il tribunale amministrativo ha oggi deciso di accogliere l’istanza, “disponendo la sospensione degli atti impugnati e la conseguente ammissione con riserva della lista Moving Forward alla competizione elettorale”.

“Termina cosi un lungo periodo di violazione della par condicio tra le liste concorrenti”, afferma Roberto Stasi, il rappresentante della lista nella CEC. “Siamo entusiasti di poter essere in gara per dare voce alle tante, diverse, emigrazioni italiane nel Regno Unito, a partire da quella piu’ giovane e fragile.”

 

Pronto il ricorso al TAR contro l’esclusione di Moving Forward

La lista Moving Forward si appellerà  al TAR del Lazio contro il provvedimento che improvvisamente la esclude dalla competizione elettorale per il rinnovo dei comites.

La raccolta delle firme per presentare le candidature ai  Comites (organi di rappresentanza degli italiani all’estero presso le sedi consolari)  era avvenuta in ottobre in tempi strettissimi e del resto contestati al punto che le elezioni sono poi state spostate da dicembre al prossimo aprile.

Nonostante il parere positivo della Commissione Elettorale competente per il Comites di Londra, la Console Sarah Castellani aveva presentato ricorso contro l’ammissibilità della lista, contestando due firme delle 201 raccolte. Questo ricorso è stato accolto dal Ministero degli Affari Esteri, che ha pertanto escluso la lista Moving Forward dalla competizione elettorale. Ad oggi, però gli organi competenti non hanno ancora notificato ufficialmente l’accoglimento del ricorso, nè le motivazioni.

“Ci viene contestata una firma posta da una cittadina iscritta all’AIRE e residente a Londra da diversi mesi, in base a un’interpretazione formalistica della norma  che non difende ma anzi viola il diritto dei cittadini alla partecipazione democratica. Riteniamo assolutamente ingiusta la nostra esclusione e siamo pronti a fare tutto il necessario per difendere un diritto democratico non riconosciuto dagli uffici elettorali.” afferma la capolista Martina di Simplicio  “Per questo stiamo preparando il ricorso al TAR che chiederà innanzitutto la sospensione del provvedimento e ci permetterà di partecipare alle elezioni. Per farlo, ci occorre l’atto di esclusione, che nonostante nostre ripetute richieste, non ci è ancora stato concesso di visionare. Chiediamo con forza al Ministero degli Affari Esteri di fornircelo urgentemente”.

“Contro un’esclusione ingiusta siamo pronti a dare battaglia, certi che le nostre ragioni verranno riconosciute in tutte le sedi competenti perché escludere dalla competizione elettorale la lista Moving Forward, sarebbe una gravissima violazione democratica, tanto più che l’ammissibilità della lista era stata approvata anche in sede di Commissione Elettorale. La decisione appare ancora più paradossale nel momento in cui le elezioni sono rimandate per garantire una maggiore partecipazione degli italiani all’estero.”.